Trovare lavoro? Per l’89% degli italiani “serve” la persona giusta

9 Dicembre 2007 Nessun commento
Trovare lavoro? Per l’89% degli italiani "serve" la persona giusta. Per le competenze meglio quelle tecnico scientifiche e professionali. Per il 60% scuola soddisfacente, il Sud non si sente indietro rispetto al Nord.
 
Cosa serve oggi per trovare lavoro? L’89% degli italiani risponde: conoscere la persona giusta. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Swg e reso noto oggi nel corso del convegno, che si è svolto a Lamezia Terme, «La nuova politica del Quadro Strategico nazionale: l’istruzione "motore dello sviluppo"» a cui hanno partecipato il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e il Ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

Il sondaggio Swg è stato rivolto a cittadini italiani di età compresa tra i 15 e i 30 anni e tra i 30 e i 64 anni con figli in età scolare.

Quanto alle competenze che occorrono per trovare un’occupazione, quelle matematiche o scientifiche sono giudicate importanti dal 92% degli intervistati, quelle socio-economiche dal 94%, quelle tecniche dal 93%, quelle professionali dal 94% e quelle umanistiche dal 75%.

Un giudizio positivo viene dato dagli intervistati sulla preparazione fornita nella propria zona dalle istituzioni scolastiche: il 60%, infatti, la ritiene ottima o buona. Quanto alle singole zone, nel nord-ovest d’Italia hanno espresso un giudizio positivo il 69% degli intervistati, al nord-est il 60%, al centro il 61%, al sud il 53% e nelle isole il 51%.

È da rilevare, inoltre, che una gran parte dei cittadini che vivono nelle regioni meridionali non crede che la qualità della formazione scolastica delle regioni del centro-nord sia migliore di quella impartita nella propria regione: il 55% degli abitanti del Sud e il 51% degli abitanti delle isole ha affermato, infatti, che non ci sono differenze.

Scoperto un pianeta alla distanza «ideale» dal suo Sole

8 Dicembre 2007 Nessun commento

Una Terra nella costellazione del Cancro. E’ stato battezzato 55 Cancri, ha condizioni simili alle nostre: sulla sua superficie potrebbe esserci vita.

PASADENA (Stati Uniti) – Un nuovo pianeta è stato rilevato nella costellazione del Cancro, ed è il quinto a orbitare intorno alla stella (una nana gialla) 55 Cancri, che dista 41 anni luce da noi. La scoperta rende questo sistema planetario il più complesso conosciuto al di fuori del sistema solare. Autori dell’importante scoperta sono i ricercatori dell’università statale di San Francisco e dell’università della California (Berkeley). Degli altri quattro pianeti noti agli astronomi, tre sono pianeti dalle dimensioni molto grandi e orbitano a una distanza inferiore di quella tra il Sole e Mercurio, mentre il quarto è distante dalla stella di riferimento come Giove dal Sole, ma ha una massa quattro volte superiore del pianeta più grande del sistema solare.

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Plutone non è più un pianeta

8 Dicembre 2007 Nessun commento

Il nuovo volto del sistema solare

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Il flop delle lauree triennali niente lavoro e si resta all’università

24 Dicembre 2005 Nessun commento

La maggior parte degli studenti considera inutile la laurea di primo livello e la grande maggioranza continua. Colpa del mondo del lavoro. Ma anche dei prof.

Traguardo finale o step intermedio? Secondo le prime indagini sulle prospettive dei laureati nel nuovo ordinamento, solo una minoranza dice addio ai libri dopo il titolo triennale. Gran parte degli studenti rimanda così l’appuntamento con il mondo del lavoro e, con il primo “pezzo di carta” in tasca, inizia la caccia alla laurea specialistica.
I dati nazionali di Almalaurea relativi al 2004 parlano chiaro: su 47 mila laureandi di primo livello interpellati, oltre il 76 per cento si è dichiarato intenzionato a proseguire, contro il 54 per cento dei laureati del vecchio ordinamento. Da un’indagine successiva, è risultato che il 66 per cento dei “triennalisti” abbia poi puntato proprio sulla laurea di secondo livello (più che su master o scuole di specializzazione). L’intenzione di proseguire raggiunge punte del 95 per cento nel gruppo disciplinare psicologico, dove evidentemente la laurea triennale è vissuta come un passaggio obbligato per arrivare ad altri obiettivi.

Questo trend, rilevato qualche mese fa, è confermato anche da altre ricerche di carattere territoriale. Il consorzio interuniversitario lombardo “Cilea” ha presentato nei giorni scorsi un rapporto su otto atenei in cui si confrontano le scelte di laureati triennali e di vecchio ordinamento che hanno concluso gli studi nello stesso periodo (in questi anni i due modelli universitari si sono trovati a coesistere). Ciò che emerge chiaramente è la maggiore propensione dei laureati del nuovo ordinamento a proseguire, in misura doppia rispetto agli altri.

Grazie alla formula del nuovo ordinamento la percentuale di studenti che si laurea fuori corso è diminuita. Ma contrariamente a quanto previsto dagli ideatori della riforma (l’idea di avere giovani dottori capaci di competere con i colleghi europei), chi si laurea in corso non si affaccia sul mercato del lavoro. Almalaurea rivela che proprio gli universitari “regolari”, cioè i laureati under 23, sono più portati a proseguire la formazione con la laurea specialistica. Succede mediamente nell’85 per cento dei casi, con punte del 92 per cento tra i laureati del Sud.

Una così alta percentuale di iscritti al biennio successivo alla laurea triennale rappresenta certamente un’anomalia, almeno rispetto agli scopi che hanno mosso questo disegno di riforma. Come si spiegano questi dati? Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, individua tre motivazioni, partendo dalle difficoltà del mondo del lavoro: “È vero, c’è una parte persino eccessiva di studenti che chiede di proseguire. Il problema però non è solo la struttura di questa riforma. Il mondo del lavoro, in tutti i settori, vive un’oggettiva fase di stagnazione che rende difficile l’immissione dei laureati. Così si crea una percezione negativa delle prospettive occupazionali e l’università diventa un parcheggio. Era così già prima della riforma, ma ora, con il 3+2, gli atenei sono diventati un parcheggio a due piani. Eppure sulla carta l’Italia avrebbe un gran bisogno di laureati, visto che Spagna, Francia e Inghilterra ne sfornano il triplo di noi”.

La seconda causa che, secondo il direttore di Almalaurea, sta alla base del plebiscito a favore del percorso di laurea completo, va ricercata all’interno degli atenei: “I docenti sono scontenti e non aiutano gli studenti a compiere una scelta serena. Quante volte i ragazzi si sentono ripetere, in aula, che la laurea triennale non è sufficiente, che è un titolo di serie B… Questo atteggiamento è dovuto soprattutto al nervosismo dei professori, costretti a ripensare i corsi di studio in tempi rapidissimi. È stato lasciato poco tempo ai docenti per entrare davvero nello spirito della riforma?.

L’ultima motivazione è squisitamente finanziaria: “Quella del 3+2 – conclude Cammelli – è una riforma che si può definire ‘a finanziamento zero’. I rettori sono in difficoltà a far marciare il nuovo ordinamento, perché nel bilancio di un ateneo sono importanti anche gli introiti derivanti dalle (più costose) lauree di secondo livello. Attualmente un ateneo non vuole rischiare di perdere gli studenti dopo tre anni. Alla luce di tutto questo, mi domando da dove possano provenire gli stimoli per convincere un ragazzo a fermarsi alla triennale”.
di SIMONE CERIOTTI (19 dicembre 2005)

Riferimenti: Il flop delle lauree triennali niente lavoro e si resta

Sì del ministero ai separati potranno vedere la pagella dei figli

24 Dicembre 2005 Nessun commento

Dopo sit-in e proteste da oggi i genitori a cui non sono stati affidati i ragazzi hanno diritto di essere informati sull’andamento scolastico dei propri bambini.

Il 15 settembre scorso manifestavano davanti al ministero dell’Istruzione. Lo stesso giorno riuscivano a strappare al ministro Letizia Moratti e al direttore generale Maria Moioli una promessa, l’impegno a risolvere entro la fine dell’anno la spinosa questione delle pagelle scolastiche negate ai genitori separati non affidatari. E ieri il direttore Moioli ha firmato la circolare: “Il coniuge, cui i figli non sono affidati, ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione”.

Per il movimento dei padri separati è il regalo di Natale più bello e inaspettato, quello più desiderato. Giorgio Ceccarelli, presidente dell’associazione Figli negati, è raggiante: “Non solo i papà separati, ma tutte le persone di buon senso oggi possono dire che l’Italia ha fatto un passo importante verso la civiltà”. È un fiume in piena, Ceccarelli, ricorda le mortificazioni di una scuola che gli negava la possibilità di avere notizie sull’educazione di sua figlia, ripensa a tutte le manifestazioni fatte per combattere questa ingiustizia, ringrazia i nonni, le mamme, la stampa e tutti quelli che hanno sostenuto Figli negati e le altre associazioni, Papà separati, Caro papà, l’Armata dei padri.

“Dopo 35 anni di apartheid, cioè dal referendum sul divorzio in poi – prosegue Ceccarelli – finalmente finiscono le umiliazioni e le sofferenze dei padri separati non affidatari, che da oggi potranno ricevere tutte le informazioni scolastiche dei figli, compresa una copia della pagella”.

Ma se la per la pagella è vinta, l’armata dei padri non retrocede. “Abbiamo manifestato a piazza Navona in questi giorni, e per il 6 gennaio ci siamo dati appuntamento in piazza San Pietro, armati del solito striscione con lo slogan Papà c’è”: vogliono sollecitare la Chiesa a prendere posizione in favore dei papà separati. Ma questa è un’altra storia.
di CINZIA SGHERI (22 dicembre 2005)
Riferimenti: Sì del ministero ai separati potranno vedere la pagella

Il sostegno sia adeguato

11 Gennaio 2004 Nessun commento

Sostegno scolastico, il giudice obbliga ad assumere insegnanti

Successo a Napoli, dove i genitori di una bambina con disabilità grave sono riusciti a ottenere per la figlia il sostegno per tutta la durata dell’orario scolastico della piccola.

Il dirigente scolastico deve, in presenza di alunni con disabilità particolarmente gravi, disporre di un sostegno adeguato, ricorrendo anche ad assunzioni di insegnanti a tempo determinato, in deroga ai limiti della dotazione organica. Il giudice ha ordinato, sul ricorso dei genitori, di assegnare a un’alunna disabile grave di Napoli il sostegno della attività scolastica per tutta la durata dell’orario scolastico di frequenza della piccola.

E’ la terza ordinanza consecutiva positiva in tema di integrazione scolastica, dopo la prima dei giudici di Roma e la seconda, sempre della XI sezione civile di Napoli. Il fatto oramai, non costituisce novità in relazione al problema del sostegno didattico agli alunni svantaggiati. Ma è un fatto importante e non nuovo il riconoscimento che tale materia rientri nella giurisdizione del giudice ordinario. L’ordinanza pronunziata dal giudice unico, addetto al Tribunale di Napoli, sez.XI civile (procedimento 32504/2003), si fonda sul rilievo che i ricorrenti non hanno impugnato un provvedimento amministrativo, bensì hanno lamentato la lesione del diritto all’istruzione. Trattandosi di un diritto soggettivo inviolabile, la giurisdizione non può che appartenere al giudice ordinario, come giudice naturale dei diritti.

Il problema dell’istruzione e dell’assistenza a scuola dell’alunno disabile è fortemente avvertito dai genitori, giustamente anelanti per il proprio figlio a una formazione che possa consentire il possibile sviluppo della sua personalità e delle sue attitudini. Altro fatto importante è quello che ordina al Comune di Casalnuovo di Napoli, di assegnare all’alunna “un idoneo servizio di assistenza scolastica per l’intero orario di frequenza scolastica”, allontanando di fatto il ?collaboratore scolastico? messo a disposizione dall’Istituto comprensivo S.M. Moro.

Insomma, anche in questa ordinanza, viene ribadito che l’assegnazione del sostegno per gli alunni in situazione di disabilità riconosciuta grave deve essere adeguata alla finalità di promuovere lo sviluppo del disabile, indipendentemente dai vincoli della dotazione organica degli insegnanti di sostegno. Il mancato o parziale soddisfacimento di tale diritto può esporre l’amministrazione al risarcimento del danno arrecato al soggetto. L’educazione all’istruzione non può essere impedita da difficoltà nell’apprendimento o da altre difficoltà derivanti dalla disabilità o connesse con essa; l’educazione all’istruzione prescinde dalla situazione di gravità e non ammette deroghe.

Asili nido: indietro di trent’anni

16 Novembre 2003 Nessun commento

Asili nido: indietro di trent’anni

“La camera ha approvato oggi una legge sugli asili nido che non da’ risposte ai bisogbni delle famiglie e riporta indietro di trent’anni la cultura sui diritti dei bambini”.
Lo sostiene la parlamentare dei Ds Katia Zanotti, della commissione affari sociali di Montecitorio, secondo la quale il provvedimento licenziato oggi e che ora passa al senato, e’ “una legge che non sostiene l’espansione degli asili nido territoriali e delega prevalentemente al privato la risposta alle esigenze delle famiglie”.
Inoltre, per la deputata della Quercia, in quel testo “si mettono sullo stesso piano il ruolo del sistema pubblico e l’iniziativa dei privati, senza definire gli standard di qualita’ organizzativi ed educativi indispensabili per una buona crescita e formazione del bambino”.
Per la parlamentare dei Ds “c’e’ il serio rischio che in nome della massima flessibilita’, con la possibilita’ percio’ offerta a qualsiasi privato cittadino di poter realizzare un asilo nido, spuntino in tutto il paese dei nidi che si limiteranno a svolgere la sola funzione di custodia-parcheggio”.
La strada da seguire- conclude la Zanotti- e’ decisamente un’altra: ovvero, “un sistema di servizi a cui possono contribuire diversi soggetti, compresi i privati, governato e controllato dalle regioni e dai comuni, in cui si integrano diverse tipologie di servizio per rispondere ai bisogni diversificati delle famiglie e nei quali il bambino sia al centro di un vero progetto educativo”.

(Da agenzia Dire)

Riferimenti: Da agenzia Dire

Riforma dei prof, cresce la tensione

19 Ottobre 2003 Nessun commento

I sindacati della scuola fanno scattare l’allarme rosso e spediscono una lettera per un incontro urgente al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Oggetto della richiesta: i due progetti di legge sullo stato giuridico degli insegnanti, presentati dagli onorevoli Paolo Santulli (Forza Italia) e Angela Napoli (Alleanza nazionale), che vanno avanti a Montecitorio.
Nuovo stato giuridico per gli insegnanti, docenti divisi in tre fasce (tirocinante, ordinario ed esperto), ridefinizione dell’attuale funzione del dirigente scolastico e abolizione delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu): sono alcuni dei punti contenuti nei disegni di legge.
Proprio le ipotesi sulle Rsu hanno provocato la dura reazione di Cgil, Cisl e Uil, spalleggiati dai rispettivi segretari confederali che firmano la lettera (datata 14 ottobre) inviata anche al ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, e al titolare della Funzione pubblica, Luigi Mazzella.
«Presso la commissione Cultura della Camera è in corso l’iter per l’approvazione dei Ddl sullo stato giuridico – si legge nel testo inviato al premier – si tratta di provvedimenti che interferiscono pesantemente con la contrattazione, snaturando il contenuto dei contratti nazionali del comparto scuola, fino alla previsione dell’abolizione delle Rsu».
Le sigle sindacali bocciano queste proposte di legge che, a loro avviso, «annullano il sistema delle relazioni sindacali e vìolano fortemente gli impegni presi dal Governo in carica con la firma del protocollo del 4 febbraio 2002».
Il riferimento è all’accordo che sbloccò la stagione dei contratti, quando il vicepremier, Gianfranco Fini, si impegnò con i sindacati a non intervenire per legge su materie di ordine contrattuale.
«Invece, pare proprio che questo impegno stia per essere disatteso – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola – a seguito dell’intesa, il presidente Berlusconi inviò una direttiva a tutti i ministeri per far rispettare il protocollo. Ecco perché chiediamo un intervento diretto per ottenere chiarezza: l’accordo vale ancora oppure no?». L’allerta sindacale è partito soprattutto perché alla Camera le proposte non solo non si sono affossate, ma stanno andando avanti.
In commissione Cultura è stata già paventata l’ipotesi di abbinare le due proposte per giungere a un testo unico. Tanto che l’onorevole Santulli assicura che «la discussione andrà avanti, nonostante le critiche dell’opposizione, infatti
Continua Santulli: “Abbiamo già programmato, per la fine di ottobre, le audizioni con i sindacati e le associazioni dei docenti: gli inviti partiranno nei prossimi giorni».
Nel dettaglio, a picchiare duro contro le Rsu è soprattutto il testo della proposta presentata da Angela Napoli.
L’articolo 7 del Ddl ha per titolo «Abolizione rappresentanze sindacali unitarie scolastiche». In poche parole, il documento cancella le Rsu dalla contrattazione sindacale.
L’esponente di An ha spiegato che «con questo articolo si chiede un recupero delle competenze da parte degli organi collegiali, quali consigli di istituto e collegi dei docenti».
Riferimenti: ilsole24ore

Finanziaria 2004 .? ancora tagli per la scuola

15 Ottobre 2003 1 commento

Scioperiamo il 24 ottobre prossimo anche per dire NO a questa Finanziaria che, ad una prima, superficiale lettura sembrerebbe leggera per la scuola, ma purtroppo non è così:
con i tagli agli organici decisi nelle finanziarie 2002 e 2003, nell?anno scolastico 2004/05 si ridurranno 12.500 posti di insegnamento e il 6% dei collaboratori scolastici.
Per i contratti pubblici del biennio 2004-2005, compreso il comparto scuola, sono previste risorse irrisorie per il solo anno 2004, molto al di sotto delle necessità persino di difendere il potere di acquisto degli stipendi.
Il piano finanziario a sostegno della legge 53 prevede 8.320 milioni di euro per il periodo 2004-2008. In questa Finanziaria viene messa a bilancio l?elemosina di 90 milioni (il 2,2% dell?intera somma da stanziare nel quinquennio) per tecnologie multimediali, lotta alla dispersione, istruzione tecnica superiore e educazione degli adulti. Ulteriore conferma che la previsione è di ricavare gran parte delle risorse annunciate dai risparmi previsti dall?attuazione della stessa legge, come dimostra la mancata copertura finanziaria dello schema di decreto su infanzia e primo ciclo dell?istruzione
Edilizia scolastica: per l?adeguamento e la messa a norma della situazione disastrosa dell?edilizia scolastica italiana è stato quantificato un piano pluriennale straordinario di investimenti per 7,5 miliardi di euro, la legge finanziaria ne stanzia 11 milioni.
Assunzione del personale: zero euro.
Concorso dirigenti scolastici: zero euro.
Autoaggiornamento docenti e benefits: zero euro. Confermata la cancellazione della timida apparizione nella finanziaria 2002 di 35 milioni di euro per l?autoaggiornamento.
Esoneri e semiesoneri per un collaboratore del dirigente scolastico: viene riscritto l?art. 459 del testo unico delle leggi sulla scuola con un peggioramento dei parametri per l?autorizzazione, che diventano più restrittivi. In questo modo si colpisce ulteriormente la scuola autonoma.
Corsi di specializzazione intensivi: sono previsti per docenti soprannumerari appartenenti a classi di concorso con esubero, ma non hanno un finanziamento specifico
Docenti soprannumerari in possesso del titolo per il sostegno: si prevede il trasferimento d?ufficio su posti di sostegno, un inaccettabile intervento unilaterale su una materia di competenza contrattuale.
Lavoratori socialmente utili (LSU): sono previsti 375 milioni per confermare i contratti di questi lavoratori assunti nelle scuole per attività ausiliarie.
Contributo alle famiglie che scelgono le scuole private paritarie: saranno introdotti limiti di reddito per l?attribuzione. Si cerca di dare un volto più decente al trasferimento di risorse dalla scuola pubblica alla scuola privata.
Esenzione dalle tasse scolastiche per gli studenti del primo anno della secondaria superiore: viene reintrodotta, dopo che con la cancellazione dalla legge 9/99 erano decaduti tutti gli effetti. Si tenta così di mascherare il grave danno inferto al diritto allo studio, sostituendola con un?elemosina.

Riferimenti: Cgilscuola

Messina, crolla soffitto in classe, tre feriti

13 Ottobre 2003 2 commenti

Due alunni di prima ed una loro insegnante della scuola elementare Galatti di Messina sono rimasti leggermente feriti dal crollo di un pezzo di controsoffitto che si e’ staccato dal tetto dell’ aula. I tre sono stati medicati nell’ ospedale Piemonte e giudicati guaribili, in pochi giorni, dalle escoriazioni riportate. L’ istituto, realizzato nei primi del Novecento, ha i controsoffitti realizzati con gesso adagiato su canne.
Riferimenti: Messina, crolla soffitto in classe, tre feriti